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del volgo de' popoli; onde sono dette e l'une, e l'altre
volgari. Per cotal signoria e di lingue, e di lettere
debbon'i popoli liberi esser signori delle lor leggi; perchè
danno alle leggi que' sensi, ne' quali vi traggono ad
osservarle i Potenti; che, come nelle Degnità fu avvisato,
non le vorrebbono. Tal signoria è naturalmente
niegato a' Monarchi di toglier'a' popoli: ma per questa
stessa loro niegata natura di umane cose civili, tal
signoria inseparabile da' popoli fa in gran parte la potenza
d'essi Monarchi; perch'essi possano comandare le loro
leggi reali, alle quali debbano star'i Potenti, secondo
i sensi, ch'a quelle danno i lor popoli. Per tal signoria
di volgari lettere, e lingue è necessario per ordine di civil
natura
, che le Repubbliche libere popolari abbiano
preceduto alle Monarchie.
Tre spezie di Giurisprudenze.

      Tre spezie di Giurisprudenze, ovvero Sapienze.
La prima fu una Sapienza Divina, detta, come
sopra vedemmo, Teologia Mistica; che vuol dire
Scienza di divini parlari, o d'intendere i divini misterj
della Divinazione; e sì fu Scienza in Divinità d'auspicj,
e Sapienza Volgare; della quale furono Sappienti
i Poeti Teologi, che furono i primi Sappienti del Gentilesimo;
e da tal Mistica Teologia essi se ne dissero mystae;
i quali Orazio con iscienza volta Interpetri degli
Dei
: talchè di questa prima Giurisprudenza fu il primo,
e propio interpretari, detto quasi interpatrari, cioè
entrare in essi Padri, quali furono dapprima detti gli
Dei, come si è sopra osservato, che Dante direbbe
indiarsi, cioè entrare nella mente di Dio: e tal Giurisprudenza
estimava il giusto dalla sola solennità delle divine
cerimonie; onde venne a' Romani tanta superstizione
degli atti legittimi
, e nelle loro leggi ne restarono quelle
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