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Tragedie; quantunque Orazio narri, Tespi esserne
stato l' autore, ove nell' Arte Poetica incomincia dalla
Satira a trattare della Tragedia; e che Tespi introdusse
la Satira su i carri nel tempo delle vendemmie: che appresso
venne Sofocle, il quale da Palemone fu detto
l' Omero de' Tragici; e che compiè la Tragedia finalmente
Euripide, che Aristotile chiama τραγικώτατον.
Dicono, che dentro la medesima età provenne Aristofane,
che ritruovò la Commedia Antica; ed aprì la
strada alla Nuova, nella quale caminò poi Menandro,
per la Commedia d'Aristofane intitolata le Nebbie, che
portò a Socrate la rovina. Poi altri di loro pongono
Ippocrate nel tempo de' Tragici, altri in quello de' Lirici.
Ma Sofocle, ed Euripide vissero alquanto innanzi
i tempi della Legge delle XII. Tavole
, e i Lirici vennero
anco dappoi; lo che sembra assai turbar la Cronologia,
che pone Ippocrate ne' tempi de' Sette Savj di
Grecia
.
      La qual difficultà per solversi, deesi dire, che
vi furono due spezie di Poeti Tragici, ed altrettante di
Lirici
. I Lirici Antichi devon'essere prima stati gli
Autori degl'Inni in lode degli Dei della spezie, della
quale sono quelli, che si dicon d' Omero, tessuti in
verso eroico: dipoi deon'essere stati i Poeti di quella
Lirica, onde Achille canta alla lira le laudi degli Eroi
trappassati
: siccome tra' Latini i primi Poeti furono gli
Autori de' versi saliari; ch'erano Inni, che si cantavano
nelle Feste degli Dei da' Sacerdoti, chiamati Salj,
forse detti così dal saltare, come saltando in giro
s'introdusse il primo Coro tra' Greci; i frantumi de' quali
versi sono le più antiche memorie, che ci son giunte
della Lingua Latina, c' hanno un'aria di verso eroico,
com'abbiamo sopra osservato: e tutto ciò convenevolmente
a questi Principj dell'Umanità delle Nazioni, che
ne' primi tempi, i quali furon religiosi, non dovetter'
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