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l'ultima; che nel fondarsi, come la Teogonia
Naturale
sopra l' ha dimostrato, i Greci di sì pj,
religiosi, casti, forti, giusti, e magnanimi tali fecero
i Dei
; e poscia col lungo volger degli anni, con l' oscurarsi
le Favole, e col corrompersi de' costumi, come si è
a lungo nella Sapienza Poetica ragionato, da sè dissoluti
estimaron gli Dei
, per quella Degnità, la qual' è stata
sopra proposta; che gli uomini naturalmente attirano le
leggi oscure, o dubbie alla loro passione, ed utilità
; perchè
temevano gli Dei contrarj a' loro voti, se fussero
stati contrarj a' di loro costumi, com'altra volta si è
detto. XVI. Ma di più appartengono ad Omero per
giustizia i due grandi privilegj, che 'n fatti son' uno, che
gli danno Aristotile, che le bugie poetiche, Orazio,
che i caratteri eroici solamente si seppero finger da Omero:
onde Orazio stesso si professa di non esser Poeta, perchè
o non può, o non sa osservare quelli, che chiama
colores operum, che tanto suona, quanto le bugie poetiche,
le quali dice Aristotile; come appresso Plauto si
legge obtinere colorem nel sentimento di dir bugia, che
per tutti gli aspetti abbia faccia di verità, qual dev'esser
la buona Favola. Ma oltre a questi gli convengono
tutti gli altri Privilegj, ch'a lui danno tutti i Maestri
d'Arte Poetica
, d'essere stato incomparabile XVII. in
quelle sue selvagge, e fiere comparazioni, XIIX. in
quelle sue crude, ed atroci descrizioni di battaglie, e
di morti, XIX. in quelle sue sentenze sparse di passioni
sublimi
, XX. in quella sua locuzione piena di evidenza,
e splendore. Le quali tutte furono propietà dell'età
Eroica de' Greci
; nella quale, e per la quale fu Omero
incomparabil Poeta
; perchè nell'età della vigorosa memoria,
della robusta fantasia, e del sublime ingegno
egli non fu punto Filosofo. XXI. Onde nè Filosofie,
Arti Poetiche, e Critiche, le quali vennero appresso,
poterono far'un Poeta, che per corti spazj potesse
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