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toglie affatto il credito all'altra di Aristarco,
ch'a' tempi de' Pisistratidi avesse fatto cotal ripurga,
divisione
, ed ordinamento de' Poemi d'Omero; perchè ciò
non si potè fare senza la Scrittura Volgare; e sì da indi
in poi non vi era bisogno più de' Rapsodi, che gli cantassero
per parti, ed a mente. XVII. Talchè Esiodo,
che lasciò opere di sè scritte, poichè non abbiamo autorità,
che da' Rapsodi fusse stato, com' Omero, conservato
a memoria, e da' Cronologi con una vanissima
diligenza è posto trent'anni innanzi d'Omero, si dee
porre dopo de' Pisistratidi. Se non pure qual'i Rapsodi
Omerici
, tali furono i Poeti Ciclici; che conservarono
tutta la Storia Favolosa de' Greci dal principio de' loro
Dei fin'al ritorno d' Ulisse in Itaca: i quali Poeti dalla
voce κύκλος non poteron'esser'altri, ch'uomini idioti,
che cantassero le favole a gente volgare raccolta in cerchio
il dì di festa: qual cerchio è quell'appunto, che
Orazio nell'Arte dice vilem, patulumque orbem; che 'l
Dacier punto non riman soddisfatto de' Commentatori,
ch' Orazio ivi voglia dir'i lunghi episodj: e forse la ragione
di punto non soddisfarsene ella è questa: perchè
non è necessario, che l' episodio d'una favola, perocchè
sia lungo, debba ancor esser vile; come per cagion
d'esemplo quelli delle delizie di Rinaldo con Armida nel
Giardino Incantato, e del ragionamento, che fa il vecchio
Pastore
ad Erminia, sono lunghi bensì, ma per tanto
non sono vili; perchè l' uno è ornato, l' altro è tenue,
o dilicato, entrambi nobili. Ma ivi Orazio avendo dato
l'avviso a' Poeti Tragici di prendersi gli argomenti da'
Poemi d'Omero
, va incontro alla difficultà, ch'in tal
guisa essi non sarebbon Poeti; perchè le Favole sarebbero
le ritruovate da Omero. Però Orazio risponde loro, che
le Favole Epiche d'Omero diverranno Favole Tragiche
propie
, se essi staranno sopra questi tre avvisi: de' quali
il primo è, se essi non ne faranno oziose parafrasi;
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