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le prime nazioni parlarono in verso eroico: nello che
è anco da ammirare la Provvedenza; che nel tempo,
nel quale non si fussero ancor truovati i caratteri della
Scrittura Volgare
, le nazioni parlassero frattanto in
versi
; i quali co i metri, e ritmi agevolassero lor la
memoria a conservare più facilmente le loro Storie Famigliari,
e Civili. XXIV. Che tali favole, tali sentenze,
tali costumi, tal favella, tal verso si dissero tutti
eroici; e si celebrarono ne' tempi, ne' quali la Storia
ci ha collocato gli Eroi, com'appieno si è dimostrato
sopra nella Sapienza Poetica. XXV. Adunque
tutte l'anzidette furono propietà d'intieri popoli; e 'n
conseguenza comuni a tutti i particolari uomini di tali
popoli. XXVI. Ma noi per essa natura, dalla quale
son'uscite tutte l'anzidette propietà; per le quali egli
fu il massimo de' Poeti, niegammo, che Omero fusse
mai stato Filosofo. XXVII. Altronde dimostrammo
sopra nella Sapienza Poetica, che i sensi di Sapienza
Riposta
da' Filosofi, i quali vennero appresso, s'intrusero
dentro le Favole Omeriche. XXVIII. Ma siccome
la Sapienza Riposta non è, che di pochi uomini particolari;
così il solo decoro de' caratteri poetici eroici, ne'
quali consiste tutta l' essenza delle Favole Eroiche, abbiamo
testè veduto, che non posson'oggi conseguirsi
da uomini dottissimi in Filosofie, Arti Poetiche, ed Arti
Critiche
: per lo qual decoro Aristotile il privilegio
ad Omero, d'esser' innarrivabili le di lui bugie;
ch' è lo stesso, che quello, che gli dà Orazio, d'esser'
innimitabili i di lui caratteri.
     
Vico SN44 397