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più infuriava a disperdere le sostanze nel lusso sotto
i Neroni, e gli Eliogabali. VI. Si descrivono dilicatissimi
bagni
appo Circe. VII. I Servetti de' Proci
belli, leggiadri
, e di chiome bionde, quali appunto si
vogliono nell'amenità de' nostri costumi presenti.
IIX. Gli uomini, come femmine, curano la zazzera;
lo che Ettorre, e Diomede rinfacciano a Paride
effemminato. IX. E quantunque egli narri i suoi Eroi
sempre cibarsi di carni arroste; il qual cibo è 'l più semplice,
e schietto di tutti gli altri; perchè non ha d'altro
bisogno, che delle brace; il qual costume restò
dopo ne' sagrifizj; e ne restarono a' Romani dette
prosjicia le carni delle vittime arroste sopra gli altari;
che poi si tagliavano per dividersi a' convitati, quantunque
poscia si arrostirono, come le profane, con
gli schidoni: ond' è, che Achille, ove dà la cena a
Priamo
; esso fende l'agnello, e Patroclo poi l'arroste,
apparecchia la mensa, e vi pone sopra il pane dentro
i canestri; perchè gli Eroi non celebravano banchetti,
che non fussero sagrifizj, dov'essi dovevan'esser'i Sacerdoti:
e ne restarono a' Latini epulae, ch'erano lauti
banchetti
, e per lo più, che celebravano i Grandi,
ed epulum, che dal Pubblico si dava al popolo, e la
cena sagra, in cui banchettavano i Sacerdoti detti Epulones;
perciò Agamennone esso uccide i due agnelli, col
qual sagrifizio consagra i patti della guerra con Priamo:
tanto allora era magnifica cotal' idea, ch'ora ci sembra
essere di beccajo! appresso dovettero venire le carni allesse,
ch'oltre al fuoco hanno di bisogno dell' acqua,
del caldajo, e con ciò del treppiedi; delle quali Virgilio
fa anco cibar i suoi Eroi, e gli fa con gli schidoni
arrostir le carni: vennero finalmente i cibi conditi; i
quali oltre a tutte le cose, che si son dette, han bisogno
de' condimenti. Ora per ritornar'alle cene eroiche
d'Omero
, benchè lo più dilicato cibo de' greci Eroi
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