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una crudelissima pestilenza: e stimando d'esservi in ciò
andato del punto suo, credette rimettersi in onore con
usar'una giustizia, ch'andasse di seguito a sì fatta sapienza;
e toglier'a torto Briseide ad Achille, il qual
portava seco i Fati di Troja: acciocchè disgustato, dipartendosi
con le sue genti, e con le sue navi, Ettore
facesse il resto de' Greci, ch'erano dalla peste campati?
Ecco l' Omero finor creduto ordinatore della greca Polizia,
o sia Civiltà; che da tal fatto incomincia il filo,
con cui tesse tutta l' Iliade; i cui principali Personaggi
sono un tal Capitano, ed un tal' Eroe; quale noi facemmo
vedere Achille, ove ragionammo dell' Eroismo
de' primi popoli
! Ecco l' Omero innarrivabile nel fingere
i caratteri Poetici
, come quì dentro il farem vedere;
de' quali gli più grandi sono tanto sconvenevoli in questa
nostra Umana civil Natura! Ma eglino sono decorosissimi
in rapporto alla Natura eroica, come si è sopra detto,
de' puntigliosi. Che dobbiam poi dire di quello, che
narra, i suoi Eroi cotanto dilettarsi del vino; ed ove
sono afflittissimi d'animo, porre tutto il lor conforto,
e sopra tutti il saggio Ulisse, in ubbriacarsi? Precetti in
vero di consolazione degnissimi di Filosofo! Fanno risentire
lo Scaligero quasi tutte le comparazioni prese dalle
fiere, e da altre selvagge cose; ma concedasi ciò essere
stato necessario ad Omero, per farsi meglio intendere dal
volgo fiero, e selvaggio; però cotanto riuscirvi, che tali
comparazioni sono incomparabili, non è certamente
d' ingegno addimesticato, ed incivilito da alcuna Filosofia.
Nè da un' animo da alcuna Filosofia umanato, ed impietosito
potrebbe nascere quella truculenza, e fierezza di stile;
con cui descrive tante, sì varie, e sanguinose battaglie,
tante, sì diverse, e tutte in istravaganti guise
crudelissime spezie d' ammazzamenti; che particolarmente
fanno tutta la sublimità dell'Iliade. La costanza poi,
che si stabilisce, e si ferma con lo studio della Sapienza
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