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Giove, Re e Padre degli uomini, e degli Dei, superior'
a tutti, e inferior'a Saturno; perch' è Padre e di
Giove, e del Tempo; che corre lo più lungo anno di
tutti gli altri Pianeti; talchè mal gli convengono l' ali,
se con allegoria sforzata vogliano significare la velocità
d'esso Tempo; poichè corre più tardo di tutti i Pianeti
il suo anno; ma le si portò in Cielo con la sua falce,
in significazione, non di mietere vite d'uomini, ma
mieter biade; con le quali gli Eroi numeravano gli anni,
e che i campi colti erano in ragion degli Eroi. Finalmente
i Pianeti co i carri d'oro, cioè di frumento, co' quali
andavano in Cielo, quand'era in Terra, ora girano
l' orbite lor'assegnate. Per lo che tutto quì ragionato hassi
a dire, che 'l predominio degl' influssi, che sono credute
avere sopra i corpi sublunari e le fisse, e l'erranti,
è stato lor' attribuito da ciò, in che e gli Dei, e gli Eroi
prevalsero
, quand'eran'in Terra. Tanto essi dipendono
da naturali cagioni!
Della Cronologia Poetica.

      In conformità di cotal Astronomia diedero i Poeti Teologi
gl'incominciamenti alla Cronologia: perchè quel
Saturno, che da' Latini fu detto a satis, da' seminati,
e fu da' Greci detto Κρόνος, appo i quali Χρόνος significa
il Tempo, ci dà ad intendere, che le prime Nazioni,
le quali furono tutte di Contadini, incominciarono
a noverare gli anni con le raccolte, ch'essi facevano
del frumento; ch' è l'unica, o almeno la maggior cosa,
per la quale i contadini travagliono tutto l'anno: e prima
mutole dovettero o con tante spighe, o pure tanti
fili di paglia, o far tanti atti di mietere, quanti anni
volevan'essi significare: onde sono appo Virgilio, dottissimo,
quanto altri mai, dell'Eroiche Antichità, prima
quell' espressione infelice, e con somma arte d'imitazione
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