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mostro informe, che divorassesi tutto; perchè gli uomini
nell'infame Comunione non avevano propie forme
d'uomini; ed eran'assorti dal nulla; perchè per
l'incertezza delle proli non lasciavano di sè nulla:
questo poi da' Fisici fu preso per la prima materia delle
naturali cose
; che informe è ingorda di forme, e si
divora tutte le forme. Ma i Poeti gli diedero anco la
forma mostruosa di Pane, Dio selvaggio; ch' è Nume
di tutti i Satiri, che non abitano le città, ma le selve;
carattere al quale riducevano gli empj vagabondi
per la gran Selva della Terra
, ch'avevano aspetto d' uomini,
e costumi di bestie nefande; che poi con allegorie
sforzate
, ch'osserveremo più appresso, i Filosofi
ingannati dalla voce πᾶν, che significa tutto, l'appresero
per l' Universo formato. Han creduto ancor'i
Dotti, ch'i Poeti avesser'inteso la prima materia con
la Favola di Proteo; con cui immerso nell'acque Ulisse
da fuori l'acqua lutta
in Egitto; nè può afferrarlo; perchè
sempre in nuove forme si cangia: ma tal loro sublimità
di dottrina
fu una gran goffaggine, e semplicità de'
primi uomini, i quali, come i fanciulli, quando si
guardano negli specchi, vogliono afferrare le lor'immagini;
e dalle varie modificazioni de' lor'atti, e sembianti,
credevano esser'un'uom nell'acqua, che cangiassesi
in varie forme.
      Finalmente fulminò il Cielo, e Giove diede principio
al Mondo
degli uomini dal poner questi in conato,
ch' è propio della libertà della mente; siccome dal moto,
il qual' è propio de' corpi, che son' agenti necessarj, cominciò
il Mondo della Natura; perocchè que', che
ne' corpi sembran'esser conati, sono moti insensibili,
come si è detto sopra nel Metodo. Da tal conato uscì la
Luce Civile; di cui è carattere Apollo; alla cui luce
si distinse la civile bellezza; onde furono belli gli Eroi;
della quale fu carattere Venere; che poi fu presa da'
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