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dell'armeggiare; perciò la Repubblica Romana Antica
sopra essa Storia si legge divisa tra Patres, e
plebem: talchè tanto aveva innanzi significato Senatore,
quanto Patrizio, ed all'incontro tanto plebeo,
quanto ignobile. Quindi siccom'erano innanzi state
due sole classi del popolo Romano Antico, così erano state
due sole sorte di Ragunanze, una la Curiata di padri, o
nobili, o senatori; l'altra Tributa di plebei, ovvero
d' ignobili. Ma poichè Fabio ripartì i cittadini secondo
le loro facultà per tre classi di Senatori, Cavalieri, e
plebei; essi Nobili non fecero più Ordine nella Città,
e secondo le loro facultà si allogavano per sì fatte tre
classi
: dal qual tempo in poi si vennero a distinguere,
patrizio da senatore, e da cavaliere; e plebeo da ignobile;
e plebeo non più s'oppose a patrizio, ma a cavaliere,
e senatore: nè plebeo significò ignobile, ma cittadino
di picciolo patrimonio
, quantunque nobile egli si
fusse; ed al contrario senatore non più significò patrizio,
ma cittadino d'amplissimo patrimonio, quantunque
si fusse ignobile. Per tutto ciò indi in poi si dissero
Comitia Centuriata le Ragunanze, nelle quali per tutte
e tre le classi conveniva tutto il popolo Romano, per
comandare tra l'altre pubbliche faccende le Leggi Consolari;
e ne restarono dette Comitia Tributa quelle,
dove la plebe sola comandava le Leggi Tribunizie, che
furon'i plebisciti, innanzi detti in sentimento, nel
quale Cicerone gli direbbe plebi nota, cioè leggi pubblicate
alla plebe
; una delle quali era stata quella di Giunio
Bruto
, che narra Pomponio, con cui Bruto pubblicò
alla plebe gli Re eternalmente discacciati da Roma;
siccome nelle Monarchie s'arebbon'a dire populo nota
con somigliante propietà le leggi Reali: di che quanto
poco erudito, tanto assai acuto Baldo si maraviglia,
esserci stata lasciata scritta la voce plebiscitum con una
s; perchè nel sentimento di legge, ch'aveva comandato
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