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      Ma di questo altre volte ti dirò a bastanza. Veggiamo
che fu, dopo ch'ebbe ordinato Giove che vi succedesse
l'Abstinenza e Temperanza con gli lor ordini e ministri,
che udirai: perché adesso è tempo, che vengamo a raggionar
del centauro Chirone, il qual venendo ordinatamente a
proposito, fu detto dal vecchio Saturno a Giove: - Perché,
o figlio e signor mio, vedi ch'il sole è per tramontare,
ispediamo presto questi altri quattro, s'el ti piace. - E
Momo disse: - Or, che vogliamo far di quest'uomo insertato
a bestia, o di questa bestia inceppata ad uomo, in cui
una persona è fatta di due nature, e due sustanze concorreno
in una ipostatica unione? Qua due cose vegnono
in unione a far una terza entità; e di questo non è dubio
alcuno. Ma in questo consiste la difficultà; cioè, se cotal
terza entità produce cosa megliore che l'una e l'altra, o
d'una de le due parti, overamente piú vile. Voglio dire,
se, essendo a l'essere umano aggionto l'essere cavallino,
viene prodotto un divo degno de la sedia celeste, o pur
una bestia degna di esser messa in un armento e stalla?
In fine (sia stato detto quanto si voglia da Iside, Giove ed
altri dell'eccellenza de l'esser bestia, e che a l'uomo, per
esser divino, gli conviene aver de la bestia, e quando appetisce
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mostrarsi altamente divo, faccia conto di farsi
vedere in tal misura bestia), mai potrò credere che, dove
non è un uomo intiero e perfetto, né una perfetta ed intiera
bestia, ma un pezzo di bestia con un pezzo d'uomo, possa
esser meglio che come dove è un pezzo di braga con un
pezzo di giubbone, onde mai provegna veste meglior che
giubbone o braga, né meno cossí, come questa o quella,
buona. [>]

Bruno Best 823-824