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      Saulino. Vorrei intendere il tuo parere, o Sofia, circa
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la metafora del corvo; la qual primamente fu trovata e
figurata in Egitto, e poi in forma d'istoria è presa da gli
Ebrei, con gli quali questa scienza trasmigrò da Babilonia;
ed in forma di favola è tolta da quei che poetôrno in Grecia.
Atteso che gli Ebrei dicono d'un corvo inviato da l'arca
per uomo, che si chiamava Noé, per veder se le acqui
erano secche, a tempo che gli uomini aveano tanto bevuto
che crepôrno; e questo animale, rapito da la gola de cadaveri,
rimase, e non tornò mai dalla sua legazione e serviggio.
Il che pare tutto contrario a quello che raccontano gli
Egipzii e Greci, che il corvo sia stato inviato dal cielo da
un dio, chiamato Apolline da questi, per vedere se trovava
de l'acqua, a tempo che gli dei si morevano quasi di sete;
e questo animale, rapito dalla gola de gli fichi, dimorò
molti giorni, e tornò tardi al fine, senza riportar l'acqua,
e, credo, avendo perso il vase.
Bruno Best 818-819