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nozze giuste, niuno di loro aveva padre certo, come in
Ragion Romana restonne quella diffinizione, ch'ogniun
sa, che nuptiae demonstrant patrem; talchè in sì fatta
incertezza i plebei si dicevan da' Nobili, ch' usassero con
le loro Madri, con le loro figliuole, come fanno le
fiere.
      Ma a Venere plebea furon'attribuite le colombe,
non già per significare svisceratezze amorose; ma perchè
sono, qual' Orazio le diffinisce degeneres, uccelli
vili a petto dell' Aquile, che lo stesso Orazio diffinisce
feroces; e sì per significare, ch'i plebei avevano auspicj
privati
, o minori, a differenza di quelli dell' aquile,
e de' fulmini, ch'eran de' Nobili, e Varrone, e Messala
dissero auspicj maggiori, ovvero pubblici; de' quali
erano dipendenze tutte le ragioni eroiche de' Nobili, come
la Storia Romana apertamente lo ci conferma. Ma
a Venere Eroica, qual fu la Pronuba furon'attribuiti i cigni,
propj anco d' Apollo, il quale sopra vedemmo essere
lo Dio della Nobiltà; con gli auspicj di uno de'
quali Leda concepisce di Giove l'uova, come si è sopra
spiegato. Fu la Venere plebea ella descritta nuda, perocchè
la Pronuba era col cesto coverta, come si è detto
sopra, (quindi si veda, quanto d'intorno a queste
Poetiche Antichità si sieno contorte l'idee!) che poi fu
creduto finto per incentivo della libidine quello, che fu
ritruovato con verità per significar'il pudor naturale,
o sia la puntualità della buona fede, con la quale si osservavano
tra' plebei le naturali obbligazioni; perocchè, come
quindi a poco vedremo nella Politica Poetica, i plebei
non ebbero niuna parte di cittadinanza nell'eroiche
Città; e sì non contraevano tra loro obbligazioni legate
con alcun vincolo di legge civile, che lor facesse necessità.
Quindi furon'a Venere attribuite le Grazie ancor
nude; e appo i Latini caussa, e gratia significano una
cosa stessa: talchè le Grazie a' Poeti significar dovettero
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