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      Mi dimandarete: che simposio, che convito è questo?
È una cena. Che cena? De le ceneri. Che vuol dir cena de le
ceneri? Fuvi posto forse questo pasto innante? Potrassi
forse dir qua: cinerem tamquam panem manducabam? Non,
ma è un convito fatto dopo il tramontar del sole, nel primo
giorno de la quarantana, detto da' nostri preti dies cinerum
e talvolta giorno del memento. In che versa questo convito,
questa cena? Non già in considerar l'animo ed effetti del molto
nobile e ben creato sig. Folco Grivello, alla cui onorata stanza
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si convenne; non circa gli onorati costumi di que' signori
civilissimi, che, per esser spettatori ed auditori, vi furono presenti;
ma circa un voler veder quantunque può natura in far
due fantastiche befane, doi sogni, due ombre e due febbri
quartane: del che, mentre si va crivellando il senso istoriale,
e poi si gusta e mastica, si tirano a proposito topografie, altre
geografice, altre raziocinali, altre morali; speculazioni ancora,
altre metafisiche, altre matematiche, altre naturali.
Bruno Cena 9-10