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- Di questo e
del modo di provedere si parlarà a piú bell'agio, - disse
Giove. Aggiunse alla commissione di costui, che debba
egli definire circa la controversia se lui è stato sin ora in
cielo per un padre di Greci, o di Ebrei, o di Egizii o di
altri, e se ha nome Deucalione, o Noemo, o Otrio, o Osiri.
Finalmente determine se lui è quel patriarca Noè, che,
imbreaco per l'amor di vino, mostrava il principio organico
della lor generazione a' figli, per fargli intendere
insieme insieme dove consistea il principio ristorativo di
quella generazione assorbita ed abissata da l'onde del
gran cataclismo, quando doi uomini maschii ritrogradando
gittâro gli panni sopra il discuoperto seno del padre; o
pur è quel tessalo Deucalione, a cui, insieme con Pirra
sua consorte, fu mostrato ne le pietre il principio della
umana riparazione; là onde de doi uomini, un maschio e
una femina, retrogradando le gittavano a dietrovia al discuoperto
seno della terra madre? Ed insegne di questi
doi modi de dire (perché non possono esser l'uno
e l'altro istoria) qual sia la favola e qual sia la istoria;
e se sono ambi doi favole, qual sia la madre e quale sia la
figlia; e veda se potrà ridurle a metafora di qualche veritade
degna d'essere occolta. Ma non inferisca che la sufficienza
della magia caldaica sia uscita e derive da la cabala
giudaica; perché gli Ebrei son convitti per escremento
de l'Egitto, e mai è chi abbia possuto fingere con qualche
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verisimilitudine, che gli Egizii abbiano preso qualche degno
o indegno principio da quelli. Onde noi Greci conoscemo
per parenti de le nostre favole, metafore e dottrine la gran
monarchia de le lettere e nobilitade, Egitto, e non quella
generazione la quale mai ebbe un palmo di terra che fusse
naturalmente o per giustizia civile il suo; onde a sufficienza
si può conchiudere che non sono naturalmente,
come né per lunga violenza di fortuna mai furono, parte
del mondo. -
Bruno Best 799-800