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      Or, per venire a far intendere, a chiunque vuole e puote,
la mia intenzione ne gli presenti discorsi, io protesto e certifico
che, per quanto appartiene a me, approvo quello che comunmente
da tutti savii e buoni è stimato degno di essere approvato,
e riprovo con gli medesimi il contrario. E però priego
e scongiuro tutti, che non sia qualcuno di animo tanto enorme
e spirito tanto maligno, che voglia definire, donando ad intendere
a sé e ad altri, che ciò che sta scritto in questo volume,
sia detto da me come assertivamente; né creda (se vuol
credere il vero) che io, o per sé o per accidente, voglia in punto
alcuno prender mira contra la verità, e balestrar contra l'onesto,
utile e naturale, e, per conseguenza, divino; ma tegna per
fermo che con tutto il mio sforzo attendo al contrario; e se
tal volta aviene ch'egli non possa esser capace di questo,
non si determine; ma reste in dubio sin tanto che non vegna
risoluto dopo penetrato entro la midolla del senso. Considere
appresso che questi son dialogi, dove sono interlocutori gli
quali fanno la lor voce e da quali son raportati gli discorsi
de molti e molti altri, che parimente abondano nel proprio
senso, raggionando con quel fervore e zelo che massime può
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essere ed è appropriato a essi. [>]

Bruno Best 553-554