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Indi ne gli doi corpi che
vicino a questo globo e nume nostro materno son piú principali,
cioè nel sole e luna, intendeano la vita che informa
le cose secondo due raggioni piú principali. Appresso apprendeano
quella secondo sette altre raggioni, distribuendola
a sette lumi chiamati erranti; a gli quali, come ad
original principio e feconda causa, riduceano le differenze
delle specie in qualsivoglia geno: dicendo de le piante,
de li animali, de le pietre, de gl'influssi, e di altre ed altre
cose, queste di Saturno, queste di Giove, queste di Marte,
queste e quelle di questo e di quell'altro. Cossí de le parti,
de' membri, de' colori, de' sigilli, de' caratteri, di segni,
de imagini destribuite in sette specie. Ma non manca per
questo, che quelli non intendessero una essere la divinità
che si trova in tutte le cose, la quale, come in modi innumerabili
si diffonde e communica, cossí ave nomi innumerabili,
e per vie innumerabili, con raggioni proprie ed
appropriate a ciascuno, si ricerca, mentre con riti innumerabili
si onora e cole, perché innumerabili geni di grazia
cercamo impetrar da quella. Però in questo bisogna quella
sapienza e giudizio, quella arte, industria ed uso di lume
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intellettuale, che dal sole intelligibile a certi tempi piú ed
a certi tempi meno, quando massima- e quando minimamente
viene revelato al mondo. Il quale abito si chiama
Magia: e questa, per quanto versa in principii sopranaturali,
è divina; e quanto che versa circa la contemplazion
della natura e perscrutazion di suoi secreti, è naturale;
ed è detta mezzana e matematica, in quanto che consiste
circa le raggioni ed atti de l'anima, che è nell'orizonte del
corporale e spirituale, spirituale ed intellettuale.
Bruno Best 781-782