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      Cossí li numi eterni (senza ponere inconveniente alcuno
contra quel che è vero della sustanza divina) hanno nomi
temporali altri ed altri in altri tempi ed altre nazioni:
come possete vedere per manifeste istorie, che Paulo Tarsense
fu nomato Mercurio, e Barnaba Galileo fu nomato
Giove, non perché fussero creduti essere que' medesimi
dei; ma perché stimavano che quella virtú divina che si
trovò in Mercurio e Giove in altri tempi, all'ora presente
si trovasse in questi, per l'eloquenza e persuasione ch'era
nell'uno, e per gli utili effetti che procedevano da l'altro.
      Ecco dunque come mai furono adorati crocodilli, galli,
cipolle e rape; ma gli Dei e la divinità in crocodilli, galli
ed altri; la quale in certi tempi e tempi, luoghi e luoghi,
successivamente ed insieme insieme, si trovò, si trova e
si trovarà in diversi suggetti quantunque siano mortali:
avendo riguardo alla divinità, secondo che ne è prossima
e familiare, non secondo è altissima, absoluta in se stessa,
e senza abitudine alle cose prodotte. Vedi dunque come
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una semplice divinità che si trova in tutte le cose, una
feconda natura, madre conservatrice de l'universo, secondo
che diversamente si comunica, riluce in diversi soggetti,
e prende diversi nomi. Vedi come a quell'una diversamente
bisogna ascendere per la participazione de diversi
doni; altrimente in vano si tenta comprendere l'acqua con
le reti e pescar i pesci con la pala. [>]

Bruno Best 780-781