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      Saulino. Bene, o cara Sofia. Molto mi appaga la tua
cortesissima promessa; però son contento, che con la maggior
brevità, che vi piace, mi doniate saggio dell'ordine e
spaccio dato all'altre sedie e cangiamenti.
      Sofia. - Or, che sarà della Vergine? - dimandò la
casta Lucina, la cacciatrice Diana. - Fategli, rispose
Giove, intendere se la vuole andare ad esser priora o abbatessa
delle suore o monache, le quali son ne' conventi
o monasterii de l'Europa; dico, in que' luoghi dove non
son state messe in rotta e dispersione da la peste: o pur
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a governar le damigelle de le corti, a fin che non le assalte
la gola di mangiar li frutti avanti o fuor de la staggione,
o rendersi compagne de le lor signore. - Oh, disse Dittinna,
che non puote; e dice che non vuole in punto alcuno
ritornar onde è una volta scacciata, e donde è tante volte
fuggita. - Il protoparente suggionse: - Tegnasi dunque
ferma in cielo, e guardisi bene di cascare, e veda di non
farsi contaminare in questo loco. - Disse Momo: - Mi
par che la potrà perseverar pura e netta, si perseverarà di
esser lungi da animali raggionevoli, eroi e dei, e si terrà
tra le bestie, come sin al presente è stata, avendo da la
parte occidentale il ferocissimo Leone, e dall'oriente il
tossicoso Scorpio. Ma non so come si portarà adesso, dove
gli è prossima la Magnanimitade, l'Amorevolezza, la Generositade
e Virilitade, che facilmente montandogli a dosso,
per raggion di domestico contatto facendoli contraere del
magnanimo, amoroso, generoso e virile, da femina la faranno
dovenir maschio, e da selvaggia ed alpestre dea,
e nume da Satiri, Silvani e Fauni, la convertiranno in nume
galante, umano, affabile ed ospitale. [>]

Bruno Best 769-770