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      Saulino. Buono ordine, per riparare a le dissenzioni
ch'arrebono possute accadere per questi!
      Sofia. Chiese Venere che in luogo succedesse l'Amicizia,
l'Amore, la Pace, con gli lor testimoni Contubernio, Bacio,
Imbracciamento, Carezze, Vezzi, e gli tutti fratelli e servitori,
ministri, assistenti e circonstanti del gemino Cupido.
- La dimanda è giusta, - dissero gli dei tutti. - Che si
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faccia, - disse Giove. Appresso, dovendosi definire del
Granchio (il quale, perché appar scottato dall'incendio del
foco e fatto rosso dal calor del sole, non si trova altrimente
in cielo che se fusse condannato a le pene de l'inferno),
dimandò Giunone, come di cosa sua, che ne volesse far il
senato; di cui la piú gran parte lo rimese al suo arbitrio.
E lei disse che, se Nettuno, dio del mare, il comportava,
arrebe desiderato che s'attuffasse a l'onde del mare Adriatico,
là dove ha piú compagni che non ha stelle in cielo.
Oltre, che sarà appresso l'onoratissima Republica Veneziana
la qual, come fusse anch'ella un granchio, a poco
a poco da l'oriente sen va verso l'occidente retrogradando.
Consentí quel Dio che porta il gran tridente. E Giove disse,
che in loco del Cancro starà bene il tropico della Conversione,
Emendazione, Repressione, Ritrattazione, virtudi
contrarie al Mal progresso. Ostinazione e Pertinacia; [>]

Bruno Best 767-768