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alla prosa il verso giambico s' appressa tanto, che spesso
innavedutamente cadeva a' Prosatori scrivendo. Così il
canto s'andò ne' versi affrettando co' medesimi passi, co'
quali si spedirono nelle Nazioni e le lingue, e l' idee,
come anco nelle Degnità si è avvisato. Tal Filosofia ci è
confermata dalla Storia, la quale la più antica cosa che
narra, sono gli Oracoli, e le Sibille, come nelle Degnità
si è proposto; onde per significare una cosa esser'
antichissima, vi era il detto, quella essere più vecchia
della Sibilla
; e le Sibille furono sparse per tutte le prime
Nazioni
, delle quali ci sono pervenute pur dodici;
et è Volgar Tradizione, che le Sibille cantarono in verso
eroico
; e gli Oracoli per tutte le Nazioni pur'in verso
eroico
davano le risposte; onde tal verso da' Greci fu
detto Pizio, dal loro famoso Oracolo d'Apollo Pizio;
il qual dovette così appellarsi dall'ucciso serpente, detto
Pitone; onde noi sopra abbiam detto esser nato il
primo verso spondaico; e da' Latini fu detto verso Saturnio,
come ne accerta Festo; che dovette in Italia nascere
nell' Età di Saturno, che risponde all' Età dell'oro
de' Greci; nella quale Apollo, come gli altri Dei,
praticava in terra con gli uomini; ed Ennio appo il
medesimo Festo dice, che con tal verso i Fauni rendevano
i Fati ovvero gli Oracoli nell'Italia; che certamente
tra' Greci, com'or si è detto, si rendevano in
versi esametri: ma poi versi Saturnj restaron detti i giambici
Senarj
; forse perchè così poi naturalmente si parlava
in tai versi Saturnj giambici, come innanzi si era
naturalmente parlato in versi Saturnj eroici. Quantunque
oggi dotti di Lingua Santa sien divisi in oppenioni
diverse d'intorno alla Poesia degli Ebrei, s'ella è composta
di metri, o veramente di ritmi; però Gioseffo,
Filone, Origene, Eusebio
stanno a favore de' metri:
e per ciò, che fa sommamente al nostro proposito,
San Girolamo, vuole, che 'l Libro di Giobbe, il
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