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difficil prononzia, come pure nelle Degnità sta proposto:
onde appo noi nella mia età fu un'eccellente Musico
di tenore con tal vizio di lingua; ch'ove non poteva
profferir le parole, dava in un soavissimo canto,
e così le prononziava. Così certamente gli Arabi cominciano
quasi tutte le voci da al; et affermano gli
Unni fussero stati così detti, che le cominciassero tutte
da un. Finalmente si dimostra, che le Lingue incominciaron
dal canto per ciò, che testè abbiam detto,
ch'innanzi di Gorgia, e di Cicerone, i greci, e i latini
Prosatori usarono certi numeri quasi poetici; come
a' tempi barbari ritornati fecero i Padri della Chiesa latina
(truoverassi il medesimo della Greca); talchè le
loro prose sembrano cantilene.
      Il primo verso, (come abbiamo poco fa dimostrato
di fatto, che nacque) dovette nascere convenevole
alla Lingua, ed all' età degli Eroi, qual fu il verso eroico,
il più grande di tutti gli altri, e propio dell'Eroica
Poesia
; e nacque da passioni violentissime di spavento,
e di giubilo, come la Poesia Eroica non tratta, che
passioni perturbatissime: però non nacque spondaico per
lo gran timor del Pitone, come la Volgar Tradizione racconta,
la qual perturbazione affretta l'idee, e le voci
più tosto, che le ritarda; onde appo i Latini solicitus,
e festinans, significano timoroso; ma per la tardezza
delle menti
, e difficultà delle Lingue degli Autori delle
Nazioni, nacque prima, come abbiam dimostro, spondaico;
di che si mantiene in possesso, che nell'ultima
sede non lascia mai lo spondeo: dappoi faccendosi più
spedite
e le menti, e le lingue, v'ammise il dattilo: appresso
spedendosi entrambe vieppiù, nacque il giambico,
il cui piede è detto presto da Orazio, come di tali Origini
si sono proposte due Degnità: finalmente, fattesi
quelle speditissime, venne la prosa; la quale, come
testè si è veduto, parla quasi per generi intelligibili; et
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