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Seconda parte del terzo dialogo.

      Allora Saturno fece instanza a Giove, che nel disponere
delle altre sedie fusse piú ispedito, perché la sera
s'approssimava; e che solamente s'attendesse al negocio
principale di levare e mettere; e quanto a quello ch'appartiene
a l'ordine con cui le virtú di dee ed altri si debano
governare, si determinarà verso la piú prossima festa principale,
quando converrà ch'un'altra volta li dei convegnano
insieme, che sarà la vigilia del Panteone. Alla cui
proposta con un chino di testa fêrno segno tutti gli altri
dei di consentire, eccetto la Pressa, la Discordia, l'Intempestività
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ed altri. - Cossí pare ancora a me, disse l'altitonante.
- Su, dunque, soggionse Cerere: dove vogliamo
inviar il mio Triptolemo, quel carrettiero che vedete là,
quello per cui diedi il pane di frumento a gli uomini?
Volete ch'io lo mande alle contrade de l'una e l'altra
Sicilia, dove faccia la residenza; come vi ha tre tempii
miei, che per sua diligenza ed opra mi fûro consecrati,
l'uno nella Puglia, l'altro nella Calabria, l'altro nell'istessa
Trinacria? - Fate quel che vi piace del vostro cultore e
ministro, o figlia, disse Giove. Alla cui sedia succeda, se
cossí pare a voi ancora, dei, la Umanità, che in nostro idioma
è detta la dea Filantropia; di cui questo auriga massimamente
par che sia stato il tipo. Lascio che lei fu che spinse
te, Cerere, ad inviarlo, e che poi guidò lui ad eseguire i
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tuoi benefíci verso il geno umano. - Cossí è certo, disse
Momo; percioché lei è quella per cui Bacco fa ne gli uomini
sí bel sangue, e Cerere sí bella carne quale essere non
posseva nel tempo de castagne, fave e ghiande. A questa
dunque la Misantropia fugga avanti con la Egestade;
e come è consueto e raggionevole, de le due ruote del suo
carro la sinistra sia il Conseglio, la destra sia l'Aggiuto;
e de' doi mitissimi draghi che tirano il temone, da la sinistra
sarà la Clemenzia, da la destra il Favore. -
Bruno Best 747-748-749