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      Qua disse Giove: - O Momo, mi par che l'Ocio t'abbia
guadagnato o subornato, che cossí ociosamente spendi il
tempo ed il proposito. Conchiudi, perché è ben definito
appresso di noi di quel che doviamo far di costui. - Lascio
dunque, soggionse Momo, de referir tanti altri negociosi
innumerabili che sono occupati in casa di questo dio: come
è dir tanti vani versificatori ch'al dispetto del mondo si
vogliono passar per poeti, tanti scrittori di fabole, tanti
nuovi rapportatori d'istorie vecchie, mille volte da mille
altri a mille doppia megliormente referite. Lascio gli algebristi,
quadratori di circoli, figuristi, metodici, riformatori
de dialettiche, instauratori d'ortografie, contemplatori
de la vita e de la morte, veri postiglioni del paradiso,
novi condottier di vita eterna novamente corretta e ristampata
con molte utilissime addizioni, buoni nuncii di meglior
pane, di meglior carne e vino, che non possa esser il greco
di Somma, malvagia di Candia e asprinio di Nola. Lascio
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le belle speculazioni circa il fato e l'elezione, circa l'ubiquibilità
d'un corpo, circa la eccellenza di giusticia che si
ritrova ne le sanguisughe. - Qua disse Minerva: - Se
non chiudi la bocca a questo ciancione, o padre, spenderemo
in vani discorsi il tempo, e per il giorno d'oggi non
sarà possibile di espedire il nostro principal negocio. [>]

Bruno Best 744-745