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      Mariconda. In proposito di questo, mi piace quello che
voi medesimo poco avanti dicesti, che bisogna ch'il
mondo sia pieno de tutte sorte de persone, e che il numero
degl'imperfetti, brutti, poveri, indegni e scelerati sia maggiore;
ed in conclusione, non debba essere altrimente che
come è. La età lunga e vechiaia d' Archimede, Euclide, di
Prisciano, di Donato ed altri, che da la morte son stati
trovati occupati sopra li numeri, le linee, le dizioni, le
concordanze, scritture, dialecti, sillogismi formali, metodi,
modi de scienze, organi ed altre isagogie, è stata ordinata
al servizio della gioventú e de' fanciulli, gli quali apprender
possano e ricevere gli frutti della matura età di quelli, come
conviene che siano mangiati da questi nella lor verde
etade; a fin che piú adulti vegnano senza impedimento
atti e pronti a cose maggiori.
      Cesarino. Io non son fuor del proposito che poco avanti
ho mosso; essendo in proposito di quei che fanno studio
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d'involar la fama e luogo de gli antichi con far nove opre
o peggiori, o non megliori de le già fatte, e spendeno la
vita su le considerazioni da mettere avanti la lana di capra
o l'ombra de l'asino; ed altri che in tutto il tempo de la
vita studiano di farsi esquisiti in que' studii che convegnono
alla fanciullezza, e per la massima parte il fanno
senza proprio ed altrui profitto.
      Mariconda. Or assai è detto circa quelli che non possono
né debbono ardire d'aver ad alto amor la
mente desta
. Venemo ora a considerare della volontaria
cattività e dell'ameno giogo sotto l'imperio de la
detta Diana: quel giogo, dico, senza il quale l'anima è
impotente de rimontar a quella altezza, da la qual cadío,
percioché la rende piú leggiera ed agile; e gli lacci la fanno
piú ispedita e sciolta.
      Cesarino. Discorrete dunque.
      Mariconda. Per cominciar, continuar e conchiudere con
ordine, considero che tutto quel che vive, in quel modo
che vive, conviene che in qualche maniera si nodrisca, si
pasca. Però a la natura intellettuale non quadra altra
pastura che intellettuale, come al corpo non altra che corporale:
atteso che il nodrimento non si prende per altro
fine, eccetto perché vada in sustanza de chi si nodrisce.
Come dunque il corpo non si trasmuta in spirito, né il
spirito si trasmuta in corpo (perché ogni trasmutazione
si fa quando la materia che era sotto la forma de uno,
viene ad essere sotto la forma de l'altro), cossí il spirito
ed il corpo non hanno materia commune, di sorte che quello
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ch'era soggetto a uno, possa dovenire ad essere soggetto
de l'altro.
      Cesarino. Certo se l'anima se nodrisse de corpo, si portarebe
meglio dove è la fecondità della materia (come
argumenta Iamblico); di sorte che, quando ne si fa presente
un corpo grasso e grosso, potremmo credere che sia
vase d'un animo gagliardo, fermo, pronto, eroico, e dire:
O anima grassa, o fecondo spirito, o bello ingegno, o divina
intelligenza, o mente illustre, o benedetta ipostasi da far
un convito a gli leoni, over un banchetto a i dogs. Cossí
un vecchio, come appare marcido, debole e diminuito de
forze, debba esser stimato de poco sale, discorso e raggione.
Ma seguitate.
Bruno Furori 1118-1119-1120