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      Albertino. Non sarà, o Filoteo, voce di plebe, indignazion
di volgari, murmurazion di sciocchi, dispreggio di tai
satrapi, stoltizia d'insensati, sciocchezza di scíoli, informazion
di mentitori, querele di maligni e detrazion d'invidiosi,
che mi defraudino la tua nobil vista e mi ritardino
dalla tua divina conversazione. Persevera, mio Filoteo,
persevera; non dismetter l'animo e non ti far addietro per
quel, che con molte machine ed artificii il grande e grave
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senato della stolta ignoranza minaccia e tenta distruggere
la tua divina impresa ed alto lavoro. Ed assicurati ch'al
fine tutti vedranno quel ch'io veggo; e conosceranno che
cossí ad ognuno è facile di lodarti, come a tutti è difficile
d'insegnarti. Tutti, se non sono perversi a fatto, cossí da
buona conscienza riportaranno favorevole sentenza di te,
come dal domestico magistero dell'animo ciascuno al fine
viene instrutto; perché gli beni de la mente non altronde
che dall'istessa mente nostra riportiamo. E perché ne gli
animi di tutti è una certa natural santità che, assisa nell'
alto tribunal de l'intelletto, essercita il giudicio del bene
e male, de la luce e tenebre, avverrà che da le proprie
cogitazioni di ciascuno sieno in tua causa suscitati fidelissimi
ed intieri testimoni e defensori. Talmente, se non
te si faranno amici, ma vorranno neghittosamente in defensione
de la turbida ignoranza ed approvati sofisti perseverar
ostinati adversarii tuoi, sentiranno in se stessi il
boia e manigoldo tuo vendicatore; che, quanto piú l'occoltaranno
entro il profondo pensiero, tanto piú le tormente.
Cossí il verme infernale, tolto da la rigida chioma de le
Eumenidi, veggendo casso il proprio dissegno contra di te,
sdegnoso si converterà alla mano o al petto del suo iniquo
attore e gli darà tal morte, qual può chi sparge il stigio
veleno, ove di tal angue gli aguzzati denti han morso.
      Séguita a farne conoscere che cosa sia veramente il
cielo, che sieno veramente gli pianeti ed astri tutti; come
sono distinti gli uni da gli altri gl'infiniti mondi; come non
è impossibile, ma necessario, un infinito spacio; come
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convegna tal infinito effetto all'infinita causa; qual sia la
vera sustanza, materia, atto ed efficiente del tutto; qualmente
de medesimi principii ed elementi ogni cosa sensibile
e composta vien formata. Convinci la cognizion dell'
universo infinito. Straccia le superficie concave e convesse,
che terminano entro e fuori tanti elementi e cieli.
Fanne ridicoli gli orbi deferenti e stelle fisse. Rompi e
gitta per terra col bombo e turbine de vivaci raggioni
queste stimate dal cieco volgo le adamantine muraglia di
primo mobile ed ultimo convesso. Struggasi l'esser unico
e propriamente centro a questa terra. Togli via di quella
quinta essenza l'ignobil fede. Donane la scienza di pare
composizione di questo astro nostro e mondo con quella
di quanti altri astri e mondi possiamo vedere. Pasca e
ripasca parimente con le sue successioni ed ordini ciascuno
de gl'infiniti grandi e spaciosi mondi altri infiniti minori.
Cassa gli estrinseci motori insieme con le margini di questi
cieli. Aprine la porta per la qual veggiamo l'indifferenza
di questo astro da gli altri. Mostra la consistenza de gli
altri mondi nell'etere, tal quale è di questo. Fa' chiaro il
moto di tutti provenir dall'anima interiore, a fine che con
il lume di tal contemplazione con piú sicuri passi procediamo
alla cognizion della natura.
      Filoteo. Che vuol dire, o Elpino, che il dottor Burchio
né sí tosto, né mai ha possuto consentirne?
      Elpino. È proprio di non addormentato ingegno da poco
vedere ed udire posser considerare e comprender molto.
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      Albertino. Benché sin ora non mi sia dato di veder tutto
il corpo del lucido pianeta, posso pur scorgere pe' raggi che
diffonde per gli stretti forami de chiuse fenestre dell'intelletto
mio, che questo non è splendor d'artificiosa e sofistica
lucerna, non di luna o di altra stella minore. Però a maggior
apprension per l'avenire m'apparecchio.
      Filoteo. Gratissima sarà la vostra familiarità.
      Elpino. Or andiamo a cena.
Fine de cinque dialogi
Dell'infinito, universo e mondi.

Bruno Inf 534-535-536-537