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      Ecco, dunque, quali son gli mondi, e quale è il cielo.
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Il cielo è quale lo veggiamo circa questo globo, il quale
non meno che gli altri è astro luminoso ed eccellente. Gli
mondi son quali con lucida e risplendente faccia ne si mostrano
distinti, ed a certi intervalli seposti gli uni da gli
altri; dove in nessuna parte l'uno è piú vicino a l'altro
che esser possa la luna a questa terra, queste terre a questo
sole: a fin che l'un contrario non destrugga ma alimente
l'altro, ed un simile non impedisca ma doni spacio a l'altro.
Cossí, a raggione a raggione, a misura a misura, a tempi
a tempi, questo freddissimo globo, or da questo or da quel
verso, ora con questa ora con quella faccia si scalda al sole;
e con certa vicissitudine or cede, or si fa cedere alla vicina
terra, che chiamiamo luna, facendosi or l'una or l'altra o
piú lontana dal sole, o piú vicina a quello: per il che antictona
terra è chiamata dal Timeo ed altri pitagorici.
Or questi sono gli mondi abitati e colti tutti da gli animali
suoi, oltre che essi son gli principalissimi e piú divini animali
dell'universo; e ciascun d'essi non è meno composto di
quattro elementi che questo in cui ne ritroviamo; benché
in altri predomine una qualità attiva, in altri altra; onde
altri son sensibili per l'acqui, altri son sensibili per il foco.
Oltre gli quai quattro elementi che vegnono in composizion
di questi, è una eterea regione, come abbiam detto, immensa,
nella qual si muove, vive e vegeta il tutto. Questo è l'etere
che contiene e penetra ogni cosa; il quale, in quanto che si
trova dentro la composizione (in quanto, dico, si fa parte
del composto), è comunmente nomato aria, quale è
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questo vaporoso circa l'acqui ed entro il terrestre continente,
rinchiuso tra gli altissimi monti, capace di spesse
nubi e tempestosi Austri ed Aquiloni. In quanto poi che è
puro, e non si fa parte di composto, ma luogo e continente
per cui quello si muove e discorre, si noma propriamente
etere, che dal corso prende denominazione. Questo,
benché in sustanza sia medesimo con quello che viene
essagitato entro le viscere de la terra, porta nulla di meno
altra appellazione; come oltre, si chiama aria quello
circostante a noi; ma, come in certo modo fia parte di noi
o pur concorrente nella nostra composizione, ritrovato nel
pulmone, nelle arterie ed altre cavitadi e pori, si chiama
spirto. Il medesimo circa il freddo corpo si fa concreto
in vapore, e circa il caldissimo astro viene attenuato, come
in fiamma; la qual non è sensibile, se non gionta a corpo
spesso, che vegna acceso dall'ardor intenso di quella. Di
sorte che l'etere, quanto a sé e propria natura, non conosce
determinata qualità, ma tutte porgiute da vicini corpi
riceve, e le medesime col suo moto alla lunghezza dell'orizonte
dell'efficacia di tai principii attivi transporta. Or
eccovi mostrato quali son gli mondi e quale è il cielo; onde
non solo potrai essere risoluto quanto al presente dubio,
ma e quanto ad altri innumerabili; ed aver però principio
a molte vere fisiche conclusioni. E se sin ora parrà qualche
proposizione supposta e non provata, quella per il presente
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lascio alla vostra discrezione; la quale, se è senza
perturbazione, prima che vegna a discuoprirla verissima,
la stimarà molto piú probabile che la contraria.
      Albertino. Dimmi, Teofilo, ch'io ti ascolto.
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