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      Qua rispose Momo, dicendo che il conseglio non aveva
tanto ocio, che potesse rispondere a una per ciascuna de
le raggioni che l'Ocio, per non aver avuta penuria d'ocio,
ha possute intessere ed ordinare. Ma che per il presente
si servisse de l'esser suo, con andar ad aspettar per tre o
quattro giorni; perché potrà essere che, per trovarsi gli dei
in ocio, potessero determinar qualche cosa in suo favore;
il che adesso è impossibile. Soggionse l'Ocio: - Siami
lecito, o Momo, di apportar un altro paio di raggioni, in
non piú termini che in forma di un paio di sillogismi, piú
in materia efficaci che in forma. De quali il primo è questo:
al primo padre de gli uomini, quando era buon omo, ed a
la prima madre de le femine, quando era buona femina,
Giove gli concese me per compagno; ma, quando devenne
questa trista e quello tristo, ordinò Giove che se gli aventasse
quella per compagna, a fin che facesse a costei sudar
il ventre ed a colui doler la fronte. -
      Saulino. Dovea dire: sudar a colui la fronte, e doler a
colei il ventre.
      Sofia. - Or considerate, dei, disse, la conclusione che
pende da quel che io fui dechiarato compagno de l'Innocenza,
e costei compagna del peccato. Atteso che, se il
simile s'accompagna col simile, il degno col condegno, io
vegno ad esser virtude e colei vizio, e per tanto io degno
e lei indegna di tal sedia. Il secondo sillogismo è questo:
Li dei son dei, perché son felicissimi; li felici son felici,
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perché son senza sollecitudine e fatica: fatica e sollecitudine
non han color che non si muoveno ed alterano; questi
son massime quei ch' han seco l'Ocio; dunque gli dei son
dei, perché han seco l'Ocio. -
      Saulino. Che disse Momo a questo?
      Sofia. Disse che, per aver studiato logica in Aristotele,
non aveva imparato di rispondere a gli argumenti in quarta
figura.
Bruno Best 731-732