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      Filoteo. Quando m'arrete pienamente inteso, pienamente
mi consentirete. Ma, per ora, ritenete questo; o
almeno non siate risoluto, come vi mostravate, nel contrario
parere, come eravate prima che vi si ponesse in controversia.
Perché a poco a poco e per diverse occasioni
verremo ad esplicar pienamente tutto che può fare al proposito;
il qual depende da piú principii e cause, perché,
come un errore s'aggionge a l'altro, cossí a una discoperta
verità succede l'altra.
      Circa il quarto argumento, diceamo che, quantunque
sieno tanti mezzi, quanti sono individui, di globi, di sfere,
di mondi, non per questo séguita che le parti di ciascuno
si referiscano ad altro mezzo che al proprio, né s'allontanino
verso altra circonferenza che della propria regione. Cossí
le parti di questa terra non remirano altro centro né vanno
ad unirsi ad altro globo che questo, come li umori e parti
de gli animali hanno flusso e reflusso nel proprio supposito,
e non hanno appartenenza ad altro distinto di numero.
      Quanto a quello che apportate per inconveniente, cioè
che il mezzo che conviene in specie con l'altro mezzo, verrà
ad essere piú distante da quello che il mezzo e la circonferenza,
che sono contrarii naturalmente, e però sono e
denno essere massime discosti; vi rispondo, prima, che li
contrarii non denno essere massime discosti, ma tanto che
l'uno possa aver azione nell'altro e possa esser paziente
dall'altro: come veggiamo esser disposto il sole a noi prossimo
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in rispetto de le sue terre che son circa quello; atteso
che l'ordine della natura apporta questo, che l'uno contrario
sussista, viva e si nutrisca per l'altro, mentre l'uno viene
affetto, alterato, vinto e si converte nell'altro.
      Oltre, poco fa abbiamo discorso con Elpino della disposizione
di quattro elementi, li quali tutti concorreno alla
composizione di ciascun globo, come parti de quali l'una
è insita dentro l'altra e l'una è mista con l'altra; e non sono
distinti e diversi, come contenuto e continente, perché,
ovunque è l'arida, vi è l'acqua, l'aria ed il fuoco, o aperto
o latente; e che la distinzione, che facciamo di globi, de
quali altri sono fuochi, come il sole, altri sono acqui, come
la luna e terra, procede non da questo, che costano di semplice
elemento, ma da quel, che quello predomina in tale
composizione.
      Oltre è falsissimo, che li contrarii massime sieno discosti;
perché in tutte le cose questi vegnono naturalmente congionti
ed uniti; e l'universo, tanto secondo le parti principali,
quanto secondo le altre conseguenti, non consiste se
non per tal congionzione ed unione; atteso che non è parte
di terra che non abbia in sé unitissima l'acqua, senza la
quale non ha densità, unione d'atomi e solidità. Oltre, qual
corpo terrestre è tanto spesso che non abbia gli suoi insensibili
pori, li quali, se non vi fussero, non sarrebono tai corpi
divisibili e penetrabili dal foco o dal calor di quello, che pur
è cosa sensibile che si parte da tal sustanza? Ove, dunque,
è parte di questo tuo corpo freddo e secco, che non abbia
gionto di quest'altro tuo corpo umido e caldo? Non è
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dunque naturale, ma logica questa distinzione d'elementi;
e se il sole è nella sua regione lontano dalla regione della
terra, non è però da lui piú lontano l'aria, l'arida ed acqua,
che da questo corpo: perché cossí quello è corpo composto,
come questo, benché di quattro detti elementi altro predomine
in quello, altro in questo. Oltre, se vogliamo che la
natura sia conforme a questa logica che vuole la massima
distanza deverse a gli contrarii, bisognarà che tra il tuo
foco, che è lieve, e la terra, che è grave, sia interposto il
tuo cielo, il quale non è grave né lieve. O, se pur ti vuoi
strengere, con dir che intendi questo ordine nelli chiamati
elementi, sarà de bisogno pure che altrimente le venghi ad
ordinare. Voglio dire che tocca a l'acqua di essere nel centro
e luogo del gravissimo, se il foco è nella circonferenza e
luogo del levissimo nella regione elementare; perché l'acqua,
che è fredda ed umida, contraria al foco secondo ambedue
le qualitadi, deve essere massime lontana dal freddo e secco
elemento; e l'aria, che dite caldo ed umido, devrebbe essere
lontanissimo dalla fredda e secca terra. Vedete, dunque,
quanto è inconstante questa peripatetica proposizione, o
la essaminate secondo la verità della natura, o la misurate
secondo gli proprii principii e fondamenti?
      Albertino. Lo vedo, e molto apertamente.
Bruno Inf 523-524-525