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      Filoteo. Trovato che sarà il capo, facilissimamente si
sbrogliarà tutto l'intrico. Perché la difficultà procede da
un modo e da uno inconveniente supposto: e questo è la
gravità della terra, la immobilità di quella, la posizione
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del primo mobile con altri sette, otto o nove o piú, nelli
quali sono piantati, ingravati, inpiastrati, inchiodati, annodati,
incollati, sculpiti o depinti gli astri; e non residenti
in uno medesimo spacio con questo astro che è la terra
nominata da noi, la quale udirete non essere di regione,
di figura, di natura piú né meno elementare che tutti gli
altri, meno mobile da principio intrinseco che ciascuno di
quegli altri animanti divini.
      Albertino. Certo, entrato che mi sarà nel capo questo
pensiero, facilmente succederanno gli altri tutti che voi
mi proponete: arrete insieme insieme tolte le radici d'una
e piantate quelle d'una altra filosofia.
      Filoteo. Cossí dispreggiarete per raggione oltre prendere
quel senso comune, con cui volgarmente si dice un
sommo orizonte, altissimo e nobilissimo, confine alle sustanze
divine inmobili e motrici di questi finti orbi; ma
confessarete almeno essere equalmente credibile, che cossí
come questa terra è un animale mobile e convertibile da
principio intrinseco, sieno quelli altri tutti medesimamente,
e non mobili secondo il moto e delazione d'un corpo, che
non ha tenacità né resistenza alcuna, piú raro e piú sottile
che esser possa questo aria in cui spiriamo. Considerarete
questo dire consistere in pura fantasia e non potersi demostrare
al senso; ed il nostro essere secondo ogni regolato
senso e ben fondata raggione. Affirmarete non essere piú
verisimile che le sfere imaginate di concava e convessa
superficie sieno mosse e seco amenino le stelle, che vero e
conforme al nostro intelletto e convenienza naturale che,
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senza temere di cascare infinito al basso o montare ad alto
(atteso che nell'immenso spacio non è differenza di alto,
basso, destro, sinistro, avanti ed addietro), gli uni circa e
verso gli altri facciano gli lor circoli, per la raggione della
lor vita e consistenza nel modo che udirete nel suo loco.
Vedrete come estra questa imaginata circonferenza di cielo
possa essere corpo semplice o composto, mobile di moto retto;
perché, come di moto retto si muoveno le parti di questo
globo, cossí possono muoversi le parti de gli altri e niente
meno; perché non è fatto e composto d'altro questo che
gli altri circa questo e circa gli altri; non appare meno questo
aggirarsi circa gli altri che gli altri circa questo.
      Albertino. Ora piú che mai mi accorgo che picciolissimo
errore nel principio causa massima differenza e discrime
de errore in fine; uno e semplice inconveniente a poco a
poco se moltiplica ramificandosi in infiniti altri, come da
picciola radice machine grandi e rami innumerabili. Per
mia vita, Filoteo, io son molto bramoso che questo che mi
proponi, da te mi vegna provato, e da quel che lo stimo
degno e verisimile, mi sia aperto come vero.
      Filoteo. Farrò quanto mi permetterà l'occasion del
tempo, rimettendo molte cose al vostro giudizio, le quali
sin ora non per incapacità, ma per inadvertenza vi sono
state occolte.
      Albertino. Dite pur per modo d'articolo e di conclusione
il tutto, perché so che prima che voi entraste in questo
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parere, avete possuto molto bene essaminare le forze del
contrario; essendo che son certo, che non meno a voi che
a me sono aperti gli secreti della filosofia commune. Seguitate.
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