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      Sofia. Maraviglia, che con piú del solito frettolose piume
mi viene a l'incontro; non lo veggio venir, secondo la sua
consuetudine, scherzando col caduceo e battendo sí vagamente
con l'ali l'aria liquidissimo. Parmi vederlo turbatamente
negocioso. Ecco, mi rimira, e talmente ha ver' me
conversi gli occhi che fa manifesto l'ansioso pensiero non
pender da mia causa.
      Mercurio. Propizio ti sia sempre il fato, impotente sia
contra di te la rabbia del tempo, mia diletta e gentil figlia
e sorella ed amica.
      Sofia. Che cosa, o mio bel dio, ti fa sí turbato in vista,
benché al mio riguardo non mi sei men ch'altre volte liberale
di tua tanto gioconda grazia? perché ti ho veduto
venir come in posta, e piú accinto di andar e passar oltre
che disposto de dimorar alquanto meco?
      Mercurio. La caggion di questo è che sono in fretta
mandato da Giove a proveder e riparar a l'incendio che ha
cominciato a suscitar la pazza e fiera Discordia in questo
Regno Partenopeo.
Bruno Best 719