— 718 —
      Saulino. Ecco qua, o Sofia, la piú degna ed onorata
ricetta per rimediar alla tristizia e dolor che apporta la
matura etade, ed all'importuno terror de la morte che da
l'ora, che abbiamo uso di sensi, suol tiranneggiar il spirto
de gli animanti. Onde ben disse il nolano Tansillo:
      Godon quei, che non son ingrati al cielo,
E ad alte imprese non fûr freddi e rudi;
Le staggion liete, allor che neve e gielo
Cadon su i colli d'erb e di fior nudi,
Non han di che dolersi, ancor che, pelo
Cangiando e volto, cangin vita e studi.
Non ha l'agricoltor di che si doglia,
Pur ch'al debito tempo il frutto coglia.

— 719 —
      Sofia. Assai ben detto, Saulino. Ma è tempo che tu ti
retiri; perché ecco il mio tanto amico nume, quella grazia
tanto desiderabile, quel volto tanto spettabile da la parte
orientale mi s'avicina.
      Saulino. Bene dunque, mia Sofia, domani a l'ora solita,
se cossí ti piace, ne revederemo. Ed io in questo mentre
andarò a delinearmi quel tanto che oggi ho udito da te,
a fine che megliormente la memoria de tuoi concetti possa,
quando fia bisogno, rinovarmi, e piú comodamente per
l'avenir far di quella partecipe altrui.
Bruno Best 718-719