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Amministremi quell'ocio con cui io possa far cose piú belle,
piú buone e piú eccellenti che quelle che lascio; perché in
casa de l'Ocio siede il Conseglio, ed ivi della vita beata,
meglior che in altra parte, si tratta. Indi megliormente
si contemplano le occasioni; da là con piú efficacia e forza
si può uscire al negocio, perché, senza esser prima a bastanza
posato, non è possibile di posser appresso ben correre.
Tu, Ozio, mi administra, per cui io vegna stimato
manco ocioso che tutti gli altri; percioché per tuo mezzo
accaderà, che io serva a la republica e defension de la patria
piú con la mia voce ed esortazione, che con la spada, lancia
e scudo il soldato, il tribuno, l'imperatore. Accòstati a
me tu, generoso ed eroico e sollecito Timore; e con il tuo
stimolo fa' che io non perisca prima dal numero de gl'illustri
che dal numero de vivi. Fa' che prima che il torpore
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e morte mi tolga le mani, io mi ritrove talmente provisto
che non mi possa togliere la gloria de l'opre. Sollecitudine,
fa' che sia finito il tetto prima che vegna la pioggia; fa'
che si ripare a le fenestre pria che soffieno gli Aquiloni ed
Austri di lubrico ed inquieto inverno. Memoria del bene
adoperato corso della vita, farai tu che la senettute e morte
pria mi tolga che mi conturbe l'animo. Tu, Téma di perdere
la gloria acquistata ne la vita, non mi farai acerba,
ma cara e bramabile la vecchiaia e morte. -
Bruno Best 717-718