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      III. La Sineddoche passò in trasporto poi con l'alzarsi
i particolari agli universali, o comporsi le parti
con le altre, con le quali facessero i lor'Intieri. Così
mortali furono prima propiamente detti i soli uomini,
che soli dovettero farsi sentire mortali: il capo per
l' uomo, o per la persona, ch' è tanto frequente in
Volgar Latino; perchè dentro le boscaglie vedevano
di lontano il solo capo dell'uomo, la qual voce uomo
è voce astratta, che comprende come in un genere
filosofico
il corpo, e tutte le parti del corpo, la mente
e tutte le facultà della mente, l'animo, e tutti gli
abiti dell'animo. Così dovette avvenire, che tignum,
e culmen significarono con tutta propietà travicello, e
paglia nel tempo delle pagliare; poi col lustro delle
città significarono tutta la materia, e 'l compimento
degli edificj: così tectum per l'intiera casa; perchè
a' primi tempi bastava per casa un coverto: così puppis,
per la nave, che alta è la prima a vedersi da' terrazzani;
come a' tempi barbari ritornati si disse una
vela
, per una nave: così mucro per la spada; perchè
questa è voce astratta, e come in un genere comprende
pome, elsa, taglio, e punta; et essi sentirono la punta,
che recava loro spavento: così la materia per lo
tutto formato, come il ferro per la spada; perchè non
sapevano astrarre le forme dalla materia. Quel nastro
di sineddoche, e di metonimia,
      Tertia messis erat;
nacque senza dubbio da necessità di natura; perchè
dovette correre assai più di mille anni, per nascere
tralle nazioni questo vocabolo astronomico, anno; siccome
nel Contado Fiorentino tuttavia dicono, abbiamo
tante volte mietuto
, per dire tanti anni. E quel gruppo
di due sineddochi
, e d' una metonimia,
      Post aliquot mea regna videns mirabor aristas,
di troppo accusa l'infelicità de' primi tempi villerecci
Vico SN44 158