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Corollarj
D'intorno a' Tropi, Mostri, e Trasformazioni
Poetiche.

      I. Di questa Logica Poetica sono Corollarj tutti i Primi
Tropi
; de' quali la più luminosa, e perchè più
luminosa, più necessaria, e più spessa è la Metafora; ch'
allora è vieppiù lodata, quando alle cose insensate ella
senso, e passione per la Metafisica sopra qui ragionata;
ch'i Primi Poeti dieder'a' corpi l'essere di sostanze
animate, sol di tanto capaci, di quanto essi potevano,
cioè di senso, e di passione; e sì ne fecero le Favole;
talchè ogni metafora sì fatta vien'ad essere una picciola
favoletta
. Quindi se ne dà questa Critica d'intorno al
tempo, che nacquero nelle Lingue; che tutte le metafore
portate con simiglianze prese da' corpi a significare
lavori di menti astratte, debbon'essere de' tempi, ne'
quali s'eran'incominciate a dirozzar le Filosofie: lo
che si dimostra da ciò, ch'in ogni lingua le voci, ch'
abbisognano all' Arti colte, ed alle Scienze Riposte,
hanno contadinesche le lor' origini. Quello è degno d'osservazione,
che 'n tutte le Lingue la maggior parte
dell'espressioni d'intorno a cose inanimate sono fatte
con trasporti del corpo umano, e delle sue parti, e degli
umani sensi, e dell' umane passioni: come capo, per
cima, o principio; fronte spalle, avanti e dietro;
occhi delle viti, e quelli che si dicono lumi ingredienti
delle case; bocca, ogni apertura; labro, orlo di vaso,
o d'altro; dente d'aratro, di rastello, di serra,
di pettine; barbe, le radici; lingua di mare; fauce,
o foce di fiumi, o monti; collo di terra; braccio di
fiume; mano per picciol numero; seno di mare, il
golfo; fianchi, e lati i canti; costiera di mare; cuore
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