— 167 —
Di questi moti uno,
che non sii regolato, è sufficiente a far che nessuno de gli
altri sia regolato; uno ignoto fa tutti gli altri ignoti. Tuttavolta
hanno un certo ordine, con il quale piú e meno s'accostano
ed allontanano dalla regolarità. Onde in queste
differenze di moti il piú regolato, che è piú vicino al regolatissimo,
è quello del centro. Appresso a questo è quello
— 168 —
circa il centro per diametro, piú veloce. Terzo è quello,
che con la regolarità del secondo (quale consiste nell'avanzar
di velocità e tardità) a mano a mano muta l'intiero
aspetto dell'emisfero. L'ultimo, irregolatissimo ed incertissimo,
è quello che cangia i lati; perché talvolta, in loco
d'andar avanti, torna a dietro, e con grandissima inconstanzia
viene al fine a cangiar la sedia d'un punto opposito
con la sedia d'un altro. Similmente la terra: prima ha il
moto del suo centro, che è annuale, piú regolato che tutti,
e piú che gli altri simile a se stesso; secondo, men regolato,
è il diurno; terzo, l'irregolato, chiamiamo l'emisferico;
quarto, irregolatissimo, è il polare over colurale.
Bruno Cena 167-168