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esse cominciano, procedono, e finiscono con quelli gradi
meditati in questo Libro II. rincontrati nel Libro IV.
ove tratteremo del Corso, che fanno le Nazioni, e col
Ricorso delle Cose Umane nel Libro V.
      VI. Il sesto è un sistema del Diritto Natural delle
Genti
; del quale col cominciar delle Genti, dalle quali
ne incomincia la materia, per una delle Degnità sopraposta,
dovevano cominciar la dottrina, ch'essi trattano,
gli tre suoi Principi, Ugone Grozio, Giovanni
Seldeno
, e Samuello Pufendorfio: i quali in ciò tutti e
tre errarono di concerto, incominciandola dalla metà
in giù
, cioè dagli ultimi tempi delle nazioni ingentilite,
e quindi degli uomini illuminati dalla Ragion naturale
tutta spiegata
; dalle quali son'usciti i Filosofi,
che s'alzarono a meditare una perfetta Idea di Giustizia.
Primieramente Grozio, il quale per lo stesso
grand'affetto, che porta alla Verità, prescinde dalla
Provvedenza Divina
; e professa, che 'l suo Sistema
regga, precisa anco ogni cognizione di Dio: onde tutte
le riprensioni, ch'in un gran numero di materie fa
contro i Giureconsulti Romani, loro non appartengono
punto, siccome a quelli, i quali, avendone posto per
Principio la Provvedenza Divina, intesero ragionare del
Diritto Natural delle Genti, non già di quello de' Filosofi,
e de' Morali Teologi. Dipoi il Seldeno la suppone,
senza punto avvertire all' inospitalità de' primi popoli;
nè alla Divisione, che 'l popolo di Dio faceva di
tutto il Mondo allor delle Nazioni tra Ebrei, e Genti;
nè a quello, che, perchè gli Ebrei avevano perduto
di vista il loro Diritto Naturale nella schiavitù dell'Egitto,
dovett'esso Dio riordinarlo loro con la Legge, la
qual diede a Mosè sopra il Sina; nè a quell'altro, che
Iddio nella sua Legge vieta anco i pensieri meno che giusti,
de' quali niuno de' Legislatori Mortali mai s'impacciò;
oltre all' Origini bestiali, che qui si ragionano
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