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E circa questo è da considerare,
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che, quantunque diciamo esser quattro moti, nulla di meno
tutti concorreno in un moto composto. Considerate che di
questi quattro moti il primo si prende da quel, che in un
giorno naturale par che circa la terra ogni cosa si muova
sopra i poli del mondo, come dicono. Il secondo si prende
da quel che appare, ch' il sole in un anno circuisce il zodiaco
tutto, facendo ogni giorno, secondo Tolomeo nella
terza dizione de l' Almagesto, cinquanta nove minuti,
8 secondi, 17 terzi, 13 quarti, 12 quinti, 31 sesti; secondo
Alfonso, cinquanta nove minuti, 8 secondi, 11 terzi, 37 quarti,
19 quinti, 13 sesti, 56 settimi; secondo Copernico, cinquanta
nove minuti, 8 secondi, 11 terzi. Il terzo moto si
prende da quel, che par che l'ottava sfera, secondo l'ordine
de' segni, a l'incontro del moto diurno, sopra i poli del
zodiaco si muove sí tardi, che in ducento anni non si muove
piú ch' un grado e 28 minuti; di modo che in quaranta nove
milia anni vien a compir il circolo: il principio del qual
moto attribuiscono ad una nona sfera. Il quarto moto si
prende dalla trepidazione, accesso e recesso, che dicono far
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l'ottava sfera, sopra dui circoli equali, che fingono nella
concavità della nona sfera, sopra i principii dell'Ariete e
Libra del suo zodiaco; si prende da quel, che veggono esser
necessario, che l'ecliptica dell'ottava sfera non sempre
s'intenda intersecare l'equinoziale ne' medesmi punti,
ma tal volta essere nel capo d'Ariete, talvolta oltre quello
da l'una e l'altra parte dell'ecliptica; da quel, che veggono,
le grandissime declinazioni del zodiaco non esser sempre
medesme; onde necessariamente séguita, che gli equinozii
e solstizii continuamente si variino, come effettualmente è
stato da molto tempo visto. [>]
Bruno Cena 164-165-166