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      Smitho. Vi priego, questo punto al presente si presuppona,
sí perché, quanto a me, tengo per cosa certissima,
che piú tosto la terra necessariamente si muova, che sii
possibile quella intavolatura ed inchiodatura di lampe;
sí anco, perché, quanto a quelli che non l'han capito, è
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più espediente dechiararlo come materia principale, che
in altro proposito toccarlo per modo di digressione. Però,
se volete compiacermi, venite presto a specificarme i
moti, che convegnono a questo globo.
      Teofilo. Molto volentieri; perché questa digressione ne
arebbe fatto troppo differire di conchiudere quel che io
volevo della necessità ed il fatto de tutte le parti de la
terra, che successivamente devono participar tutti gli aspetti
e relazioni del sole, facendosi soggetto di tutte complessioni
ed abiti.
      Or dunque, per questo fine è cosa conveniente e necessaria,
che il moto de la terra sia tale, per quale con certa
vicissitudine, dove è il mare, sia il continente, e per il contrario;
dove è caldo, sii il freddo, e per il contrario; dove
è l'abitabile e più temprato, sia il meno abitabile e temprato,
e per il contrario; in conclusione, ciascuna parte venghi ad
aver ogni risguardo, c'hanno tutte l'altre parti al sole:
a fin che ogni parte venghi a participar ogni vita, ogni generazione,
ogni felicità. [>]
Bruno Cena 162-163