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Perché non disse: per circolazione
d'altri pianeti? Perché era determinato già, che tutti quelli
(se pur alcuni per qualche poco non trapassano) si muoveno
sol per quanto è la latitudine del zodiaco detto trito camino
degli erranti. Perché non disse: per circolazione del primo
mobile? Perché non conosceva altro moto, che il diurno,
ed era a' suoi tempi un poco de suspizione d'un moto di
retardazione, simile a quello di pianeti. Perché non disse:
per la circolazion del cielo? Perché non possea dire, come
e quale ella potesse essere. Perché non disse: per la circolazion
de la terra? Perché avea quasi come un principio
supposto, che la terra è inmobile. Perché dunque lo disse?
Forzato da la verità, la quale per gli effetti naturali si fa
udire. Resta dunque, che sia dal sole e dal moto. Dal sole,
dico, perché lui è quell'unico che diffonde e comunica la
virtú vitale; dal moto ancora, perché, se non si movesse
o lui agli altri corpi o gli altri corpi a lui, come potrebbe
ricevere quel che non ha, o donar quel ch' ha? È dunque
necessario, che sia il moto, e questo di tal sorte che non
sia parziale, ma con quella raggione con cui causa la rinovazione
di certe parti, venga ad apportarla a quell'altre,
che, come sono di medesma condizione e natura, hanno la
medesima potenza passiva, alla quale, se la natura non è
ingiuriosa, deve corrispondere la potenza attiva. [>]
Bruno Cena 161