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Con questa virtú risaleno
l'anime che son ruinate dal cielo ed inmerse a l'Orco tenebroso,
passate per il Cocito de le voluttadi sensitive, ed
accese dal Periflegetonte de l'amor cupidinesco ed appetito
di generazione; de quali il primo ingombra il spirto di
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tristizia, ed il secondo rende l'alma disdegnosa; come per
rimembranza de l'alta ereditade ritornando in se medesima,
dispiace a se medesima per il stato presente; si duole
per quel che si delettò e non vorrebe aver compiaciuto a
se stessa: ed in questo modo viene a poco a poco a dispogliarsi
dal presente stato, attenuandosegli la materia carnale
ed il peso de la crassa sustanza; si mette tutta in
piume, s'accende e si scalda al sole, concepe il fervido
amor di cose sublimi, doviene aeria, s'appiglia al sole e di
bel nuovo si converte al suo principio. - Degnamente la
Penitenza è messa tra le virtudi, disse Saturno; perché,
quantunque sia figlia del padre Errore e de l'Iniquitade
madre, è nulladimeno come la vermiglia rosa che da le
adre e pungenti spine si caccia; è come una lucida e liquida
scintilla che dalla negra e dura selce si spicca, fassi in alto
e tende al suo cognato sole. - Ben provisto, ben determinato!
- disse tutto il concilio de gli dei. - Sieda la
Penitenza tra le virtudi, sia uno de gli celesti numi! -
Bruno Best 704-705