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Malamente, dico, potranno approvar
questa filosofia color che o non hanno buona felicità
d'ingegno naturale, o pur non sono esperti, almeno mediocremente,
in diverse facultadi, e non son potenti sí fattamente
nell'atto reflesso de l'intelletto che sappiano far
differenza da quello ch'è fondato su la fede, a ciò che è
stabilito su l'evidenza di veri principii; perché tal cosa
comunmente s' ha per principio che, ben considerata, si
trovarà conclusione impossibile e contra natura. Lascio
quelli sordidi e mercenarii ingegni che, poco e niente
solleciti circa la verità, si contentano saper secondo che
comunmente è stimato il sapere; amici poco di vera sapienza,
bramosi di fama e riputazion di quella; vaghi
d'apparire, poco curiosi d'essere. Malamente, dico, potrà
eligere tra diverse opinioni e talvolta contradittorie sentenze
chi non ha sodo e retto giudizio circa quelle. Difficilmente
varrà giudicare chi non è potente a far comparazione
tra queste e quelle, l'una e l'altra. A gran pena
potrà comparar le diverse insieme chi non capisce la differenza
che le distingue. Assai malagevole è comprendere
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in che differiscano e come siano altre queste da quelle,
essendo occolta la sustanza di ciascuna e l'essere. Questo
non potrà giamai essere evidente, se non è aperto per le
sue cause e principii ne gli quali ha fondamento. Dopo,
dunque, che arrete mirato con l'occhio de l'intelletto e
considerato col regolato senso gli fondamenti, principii e
cause, dove son piantate queste diverse e contrarie filosofie,
veduto qual sia la natura, sustanza e proprietà di
ciascuna, contrapesato con la lance intellettuale e visto
qual differenza sia tra l'une e l'altre, fatta comparazion
tra queste e quelle e rettamente giudicato, senza esitar
punto farete elezion di consentire al vero.
Bruno Inf 499-500