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      Teofilo. Cossí è. Oltre questo, voglio che apprendiate
piú capi di questa importantissima scienza e di questo
fondamento solidissimo de le veritadi e secreti di natura.
Prima, dunque, voglio che notiate essere una e medesima
scala per la quale la natura descende alla produzion de le
cose, e l'intelletto ascende alla cognizion di quelle; e che
l'uno e l'altra da l'unità procede all'unità, passando per la
moltitudine di mezzi. Lascio che, con il suo modo di filosofare,
gli Peripatetici e molti Platonici alla moltitudine de
le cose, come al mezzo, fanno procedere il purissimo atto
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da un estremo e la purissima potenza da l'altro; come
vogliono altri per certa metafora convenir le tenebre e
la luce alla constituzione de innumerabili gradi di forme,
effigie, figure e colori. Appresso i quali, che considerano
dui principii e dui principi, soccorreno altri nemici e impazienti
di poliarchia, e fanno concorrere quei doi in uno,
che medesimamente è abisso e tenebra, chiarezza e luce,
oscurità profonda e impenetrabile, luce superna e inaccessibile.
      Secondo, considerate che l'intelletto, volendo liberarse
e disciorse dall'immaginazione alla quale è congionto,
oltre che ricorre alle matematiche ed imaginabili figure,
a fin che o per quelle o per la similitudine di quelle comprenda
l'essere e la sustanza de le cose, viene ancora a
riferire la moltitudine e diversità di specie a una e medesima
radice. Come Pitagora che puose gli numeri principii
specifici de le cose, intese fundamento e sustanza di tutti
la unità; Platone ed altri, che puosero le specie consistenti
nelle figure, di tutti il medesimo ceppo e radice intesero il
punto come sustanza e geno universale. E forse le superficie
e figure son quelle che al fine intese Platone per il suo
Magno, e il punto e atomo è quello che intese per il
suo Parvo, gemini principii specifici de le cose; i
quali poi si riducono ad uno, come ogni dividuo a l'individuo.
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Que' dunque che dicono, il principio sustanziale
esser l'uno, vogliono che le sustanze son come i numeri;
gli altri che intendeno il principio sustanziale come il punto,
vogliono le sustanze de cose essere come figure; e tutti
convegnono con ponere un principio individuo. Ma meglior
e piú puro è il modo di Pitagora che quel di Platone, perché
la unità è causa e raggione della individuità e puntalità,
ed è un principio piú absoluto e accomodabile a l'universo
ente.
Bruno Causa 329-330-331