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primo degli tre Principj, ch'abbiamo preso di questa
Scienza
; e vennegli quel di Statore, o di Fermatore;
perchè fermò que' pochi Giganti dal loro ferino divagamento,
onde poi divennero i Principi delle Genti: lo che
i Filologi Latini troppo ristrinsero al fatto, perocchè
Giove invocato da Romolo avesse fermato i Romani, che
nella battaglia co' Sabini si erano messi in fuga.
      Quindi tanti Giovi, che fanno maraviglia a' Filologi;
perchè ogni nazione gentile n'ebbe uno; de' quali
tutti gli Egizj, come si è sopra detto nelle Degnità,
per la loro boria dicevano, il loro Giove Ammone essere
lo più antico, sono tante Istorie Fisiche conservateci
dalle Favole
, che dimostravano, essere stato Universale
il Diluvio
, come il promettemmo nelle Degnità.
      Così per ciò, che si è detto nelle Degnità d'intorno
a' Principj de' Caratteri poetici, Giove nacque
in Poesia naturalmente Carattere Divino, ovvero un'
Universale fantastico; a cui riducevano tutte le cose degli
auspicj tutte le antiche Nazioni Gentili
; che tutte perciò
dovetter'essere per natura poetiche: che incominciarono
la Sapienza Poetica da questa Poetica Metafisica
di contemplare Dio per l'attributo della sua Provvedenza;
e se ne dissero Poeti Teologi, ovvero Sappienti,
che s'intendevano del parlar degli Dei, conceputo con
gli auspicj di Giove
; e ne furono detti propiamente
divini, in senso d' Indovinatori, da divinari, che
propiamente è indovinare, o predire: la quale Scienza
fu detta Musa, diffinitaci sopra da Omero essere la
Scienza del bene, e del male, cioè la Divinazione; su 'l
cui divieto ordinò Iddio ad Adamo la sua vera Religione,
come nelle Degnità si è pur detto: dalla qual Mistica
Teologia
i Poeti da' Greci furono chiamati Mystae,
che Orazio con iscienza trasporta Interpetri degli Dei,
che spiegavano i Divini Misterj degli auspicj, e degli
oracoli; nella quale Scienza ogni nazione gentile ebbe
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