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perturbi all'eccesso, per conseguir'il fine, ch'ella si ha
proposto, d' insegnar'il volgo a virtuosamente operare,
com'essi l'insegnarono a sè medesimi; lo che or ora si
mostrerà: e di questa natura di cose umane restò eterna
propietà
spiegata con nobil'espressione da Tacito, che
vanamente gli uomini spaventati fingunt simul, creduntque.
      Con tali nature si dovettero ritruovar'i primi Autori
dell'Umanità Gentilesca
, quando dugento anni dopo
il Diluvio
per lo resto del Mondo, e cento nella Mesopotamia,
come si è detto in un Postulato, (perchè tanto
di tempo v'abbisognò per ridursi la Terra nello stato,
che disseccata dall'umidore dell'Universale Innondazione
mandasse esalazioni secche, o sieno materie
ignite
nell'aria ad ingenerarvisi i fulmini) il Cielo finalmente
folgorò, tuonò con folgori, e tuoni spaventosissimi,
come dovett'avvenire, per introdursi nell'
aria la prima volta un'impressione sì violenta. Quivi
pochi Giganti, che dovetter'esser gli più robusti, ch'erano
dispersi per gli boschi posti sull' alture de' monti,
siccome le fiere più robuste ivi hanno i loro covili, eglino
spaventati, ed attoniti dal grand' effetto, di che
non sapevano la cagione, alzarono gli occhi, ed avvertirono
il Cielo: e perchè in tal caso la natura della mente
umana
porta, ch' ella attribuisca all'effetto la sua natura,
come si è detto nelle Degnità; e la natura loro
era in tale stato d' Uomini tutti robuste forze di corpo, che
urlando, brontolando spiegavano le loro violentissime
passioni
; si finsero il Cielo esser'un gran Corpo animato,
che per tal'aspetto chiamarono Giove, il primo
Dio delle Genti
dette Maggiori; che col fischio de' fulmini,
e col fragore de' tuoni volesse dir loro qualche cosa:
e sì incominciarono a celebrare la naturale Curiosità,
ch' è figliuola dell' Ignoranza, e madre della
Scienza, la qual partorisce nell'aprire, che fa della
mente dell'uomo la Maraviglia; come tra gli Elementi
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