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      Or essendo finita questa lite e donato spaccio alla Fortuna,
voltato Giove a gli dei: - Mi par, disse, che in loco
d' Ercole debba succedere la Fortezza, perché da dove è
la verità, la legge, il giudicio, non deve esser lunghi la
fortezza; perché constante e forte deve essere quella voluntà
che administra il giudicio con la prudenza, per la
legge, secondo la verità: atteso che come la verità e la
legge formano l'intelletto, la prudenza, il giudicio e giustizia
regolano la voluntà; cossí la constanza e fortezza
conducono a l'effetto. Onde è detto da un sapiente: Non
ti far giudice, se con la virtude e forza
non sei potente a rompere le machine
de l'iniquitade
. - Risposero tutti gli dei: - Bene
hai disposto, o Giove, che Ercole sin ora sia stato come tipo
de la fortezza che dovea contemplarsi ne gli astri. Succedi
tu, Fortezza, con la lanterna de la raggione innante,
perché altrimente non sareste fortezza, ma stupidità, furia,
audacia. E non sareste stimata fortezza, né men sareste;
perché per pazzia, errore ed alienazion di mente verreste
a non temere il male e la morte. Quella luce farà che non
ardisci dove si deve temere: atteso che tal cosa il stolto e
forsennato non teme che, quanto uno è piú prudente e
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saggio, deve piú paventare. Quella farà che dove importa
l'onore, l'utilità publica, la dignità e perfezione del proprio
essere, la cura delle divine leggi e naturali, ivi non ti
smuovi per terrori che minacciano morte; sie presta ed
ispedita dove gli altri son torpidi e tardi; facilmente comporti
quel ch'altri difficilmente; abbi per poco o nulla ciò
che altri stimano molto ed assai. [>]

Bruno Best 698-699