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      Smitho. E da questo mi par aver mezzo di confirmar
quel che dico, perché il vapore si muove tardo e pigro, la
fiamma ed esalazione velocissimamente; e però quello, che
è piú simile al foco, si vede molto piú mobile che quello
aria, ch' è simigliante piú alla terra.
      Teofilo. La caggione è, che il fuoco piú si forza di fuggire
da questa reggione, la quale è piú connaturale al corpo
di contraria qualità. Come se l'acqua o il vapore se ritrovasse
nella reggione del fuoco, o loco simile a quella, con
piú velocità fuggirebbe che l'exalazione, la quale ha con lui
certa participazione e connaturalità maggiore che contrarietà
o differenza. Bastivi di tener questo, perché della
intenzione del Nolano non trovo determinazione alcuna
circa il moto o quiete del sole. Quel moto, dunque, che
veggiamo nella fiamma, ch' è ritenuta e contenuta nelle
concavità de le fornaci, procede da quel, che la virtú del
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foco perseguita, accende, altera e trasmuta l'aria vaporoso,
del quale vuole aumentarsi e nodrirsi, e quell'altro si ritira
e fugge il nemico del suo essere e la sua correzione.
Bruno Cena 153-154