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- Molto eccellentemente
ha fatte le sue raggioni la Fortuna, disse il padre Giove,
e per ogni modo mi par degna d'aver sedia in cielo; ma
ch'abbia una sedia propria, non mi par convenevole, essendo
che non n' ha meno che sono le stelle; perché la Fortuna
è in tutte quelle non meno che ne la terra, atteso che
quelle non manco son mondi che la terra. Oltre, secondo
la generale esistimazion de gli uomini, da tutte si dice
pendere la Fortuna: e certo, se avessero piú copia d'intelletto,
direbono qualche cosa di vantaggio. Però (dica
Momo quel che gli piace), essendo che le tue raggioni, o
Dea, mi paiono pur troppo efficaci, conchiudo che, se non
offriranno in contrario de la tua causa altre allegazioni,
che vagliano piú di queste sin ora apportate, io non voglio
ardire di definirti stanza, come già volesse astrengerti o
relegarti a quella; ma ti dono, anzi ti lascio in quella potestà
che mostri avere in tutto il cielo: poi che per te stessa
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tu hai tanta autorità, che puoi aprirti que' luoghi che son
chiusi a Giove istesso insieme con tutti gli altri dei. E non
voglio dir piú circa quello per il che ti siamo tutti insieme
ubligati assai assai. Tu, disserrando tutte le porte, ed aprendoti
tutt'i camini e disponendoti tutte le stanze, fai tue
tutte le cose aliene; e però non manca che le sedie che son
degli altri, non siano pur tue; per ciò che quanto è sotto
il fato della mutazione, tutto tutto passa per l'urna, per
la rivoluzione e per la mano de l'eccellenza tua.
Bruno Best 695-696