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Onde, se infra la terra si ritrovasse un'altra spezie
di corpo, le parti della terra da quel loco naturalmente
montarebbono; e se alcuna scintilla di foco si trovasse,
per parlar secondo il comone, sopra il concavo della luna,
verrebbe a basso con quella velocità, con la quale dal convesso
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de la terra ascende in alto. Cossí l'acqua non meno
descende in sino al centro della terra, se si gli dà spacio,
che dal centro della terra ascende alla superficie di quella.
Parimente l'aria ad ogni differenza locale con medesma
facilità si muove. Che vuol dir dunque grave e lieve? Non
veggiamo noi la fiamma talvolta andar al basso ed altri
lati ad accendere un corpo disposto al suo nutrimento e
conservazione? Ogni cosa dunque, che è naturale, è facilissima;
ogni loco e moto naturale è convenientissimo.
Con quella facilità, con la quale le cose che naturalmente
non si muoveno persisteno fisse nel suo loco, le altre cose che
naturalmente si muoveno, marciano pe gli lor spacii. E come
violentemente e contra sua natura quelle arrebono moto,
cossí violentemente e contra natura queste arrebono fissione.
Certo è dunque che, se alla terra naturalmente convenesse
l'esser fissa, il suo moto sarrebbe violento, contra
natura e difficile. Ma chi ha trovato questo? chi l'ha provato?
La comone ignoranza, il difetto di senso e di raggione.
Bruno Cena 150-151