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      Qua soggionse Momo dicendo: - Non ti diciam iniqua
per gli occhi, ma per la mano. - A cui quella rispose:
- Né meno per la mano, o Momo; perché non son piú io
causa del male, che le prendo come vegnono, che quelli
che non vegnono come le prendo: voglio dire, che non
vegnono cossí senza differenza come senza differenza le
piglio. Non son io causa del male, se le prendo come occorreno;
ma essi che mi se presentano quali sono, ed altri che
non le fanno essere altrimente. Non son perversa io, che
cieca indifferentemente stendo la mano a quel che si presenta
chiaro o oscuro, ma chi tali le fa, e chi tali le lascia,
e me l'invia. - Momo suggionse: - Ma, quando tutti
venessero indifferenti, uguali e simili, non mancareste per
tanto ad essere pur iniqua: perché, essendo tutti equalmente
degni di prencipato, tu non verrai a farli tutti prencipe,
ma un solo tra quelli. [>]

Bruno Best 694